Per noi la cultura è piacevole e stimolante, tiene unita una comunità e dà più senso alla nostra vita.

Siamo già più di 250: ciascuno offre alla comunità poche ore alla settimana, ma insieme siamo una forza che dona più di 45 mila ore all’anno di aiuto molto prezioso alle biblioteche e ai musei di Valtellina e Valchiavenna.

Noi volontari non surroghiamo mai il lavoro di bibliotecari e operatori museali. Loro hanno professionalità, responsabilità e specializzazione; noi li aiutiamo offrendo tempo e idee nuove.
In questo mondo che cambia così velocemente, la cultura può rinascere solo dal basso.

1. diventa uno di noi

Farai un lavoro impagabile. Diamo un aiuto senza prezzo: in cambio abbiamo la soddisfazione di essere davvero utili e di frequentare luoghi e persone interessanti.

Due modi per diventare volontario:

  • compila il modulo online 
  • telefona al Servizio Cultura della Provincia: 0342 531.316 o 0342 531.231

2. Il volontario non regala tempo, lo trova

Ti sembra che il tempo manchi sempre? Succedeva anche a molti di noi, prima.
C’è voluto un certo sforzo di volontà, per scegliere di dedicare al volontariato queste poche ore di una vita così intensa e accelerata.
Poi abbiamo scoperto che le lancette potevano andare più lente: anche a questo serve la cultura.
Il tempo è la povertà dei nostri tempi, è vero; però non si tratta di “fare più cose in un’ora” ma di usare meglio le nostre ore.

Il tempo del volontario è un tempo riconquistato.

Quando facciamo volontariato ci riappropriamo di almeno qualcuna delle ore che la vita ci da.
In quelle ore possiamo fare cose utili, etiche, generose, disinteressate.

3. Il volontario non toglie posti di lavoro

Non “lavora” nel senso occupazionale, ma “fa”, mosso da spinte valoriali e  motivazioni personali.

Non sostituiamo  bibliotecari e operatori museali, siamo i loro alleati.

A volte li alleggeriamo del lavoro semplice (riordinamento, archiviazione…) per lasciarli liberi in compiti più professionali (comunicazione, interazione, organizzazione…)
Altre volte facciamo cose diverse che arricchiscono l’offerta del museo o della biblioteca: corsi di computer, conversazioni in inglese, animazioni per bambini, lezioni di orticoltura…

Volontariato culturale: buono o cattivo?

Prima di diventare volontari è importante che c’è un dibattito è giustamente vivace che riguarda il volontariato in questa Italia che è uno dei più grandi giacimenti del mondo.
La questione è questa:  è giusto che restino disoccupati i laureati (in storia dell’arte, scienze archivistiche, archeologia, beni culturali…) mentre musei, monumenti, parchi naturali e siti archeologici, (anche alcuni molto importanti) sono presidiati da volontari, spesso mandati allo sbaraglio senza adeguata formazione?

Siamo i primi a dire di no: proprio noi che facciamo orgogliosamente parte degli 800 mila volontari culturali italiani, cioè di coloro che vedono i problemi da vicino e che in molti luoghi importantissimi si rimboccano le maniche. Proprio noi diciamo che a livello nazionale il volontarismo non basta. Siamo una risorsa importantissima, ma di integrazione e supporto, a volte anche di motivazione e vigilanza della buona gestione mai di supplenza.

Qui in provincia di Sondrio questo è chiaro; speriamo che lo diventi presto ovunque.

4. Proponiamo iniziative sempre nuove

Insieme è meglio: cucina, pittura, giardinaggio, fotografia, musica, cucito, bricolage… molti di noi dedicano tempo e intelligenza a qualcosa che li fa crescere, per diletto o per passione.

Farlo da soli può essere meno divertente e stimolante, spesso è meglio trovarsi insieme e organizzare esperienze, sperimentazioni, corsi, esposizioni.
Biblioteche e musei sono il posto giusto per proporre queste iniziative.
Se hai delle idee vieni, parliamone; spesso vale la pena provare: i telefoni e l’e-mail sono a tua disposizione alla pagina contatti.

In tutta Europa è nei piccoli centri che nascono le novità più interessanti: spesso è un vero riscatto della provincia sulle grandi metropoli dove ci sono (è vero) più stimoli ma si sente meno la comunità.

Noi volontari la sentiamo: la nostra è una comunità culturale.

5. Ascolta la tua vocazione e le tue passioni

Proponiamo decine di attività: quale ti piace di più? È meglio che ciascuno segua le proprie inclinazioni e i propri interessi.

La cosa più importante che un volontario riceve è la soddisfazione per quello che sta facendo; la più importante che può offrire agli altri è la passione che lo spinge.

Cosa preferisci fare?

Hai una mente sistematica e ordinatrice? aiutaci in biblioteca.

Ami stare coi bambini? aiutaci nei progetti con l’infanzia e la pre-adolescenza .

Ami qualche settore dell’arte? aiutaci a svilupparlo in progetti culturali o artistici.

E così via, scegli il tuo campo di intervento tra molte possibilità.

Quanti altri campi di intervento

Conosci un museo, un monumento, un luogo…? Porta altri a visitarlo.

Sai bene l’inglese o un’altra lingua? tieni un gruppo di conversazione per aiutare i tuoi concittadini a far pratica.

Sei capace di curare l’orto o il giardino, magari con saperi antichi e sementi locali? Quello che puoi offrire è molto prezioso.

I campi di intervento sono già decine, e se hai altre idee nuove, proponile, le ascolteremo.